Accertamento TARSU: Decadenza Quinquennale

L’art. 70 del D. Lgs. nr. 507/93 recita: “I soggetti di cui all’art. 63 presentano al comune, entro il 20 gennaio successivo all’inizio dell’occupazione o detenzione, denuncia unica dei locali ed aree tassabili siti nel territorio del comune. […]. La denuncia ha effetto anche per gli anni successivi, qualora le condizioni di tassabilità siano rimaste invariate. In caso contrario l’utente è tenuto a denunciare, nelle medesime forme, ogni variazione relativa ai locali ed aree, alla loro superficie e destinazione che comporti un maggior ammontare della tassa o comunque influisca sull’applicazione e riscossione del tributo in relazione ai dati da indicare nella denuncia.

Il successivo art. 71 del D. Lgs. nr. 507/93 recita:“In caso di denuncia infedele o incompleta, l’ufficio comunale provvede ad emettere, relativamente all’anno di presentazione  della denuncia ed a quello precedente  per la parte di cui all’art. 64, comma 2, avviso di accertamento in rettifica, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del  terzo anno successivo a quello di presentazione della denuncia stessa. In caso di omessa denuncia, l’ufficio emette avviso di accertamento d’ufficio, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata.

L’art. 1 comma 161 Legge nr. 296/06 (Finanziaria 2007) ha dilatato al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui doveva essere resa la denuncia (o eseguito il versamento) il termine di decadenza previsto dall’art. 71 D. Lgs. nr. 507/93 per l’accertamento.

Dunque, ipotizzando di aver ricevuto  a dicembre 2011 un accertamento Tarsu per omessa denuncia relativa all’anno 2006 a seguito di una variazione catastale del 2005, la denuncia di variazione Tarsu doveva essere fatta entro il mese di gennaio 2006.

Perciò, l’accertamento dell’omessa denuncia (o omesso versamento) Tarsu per l’anno 2006 notificato nel mese di dicembre 2011 è regolare poiché effettuato nel termine quinquennale di decadenza.

Da ultimo, è da osservare che l’omessa denuncia è rilevabile anche nelle annualità successive. Perciò, sarebbero applicabili le sanzioni di cui all’art. 76 del D. Lgs. nr. 507/93 per ciascuna annualità. Ad evitare tale effetto giuridico, la dottrina consolidata ritiene applicabile il principio del cumulo giuridico di cui all’art. 12 del D. Lgs. nr. 472/97.

La sanzione applicabile deve essere, quindi, unica determinata tramite l’individuazione di una sanzione base che deve essere aumentata da un quarto al doppio nelle ipotesi in cui il trasgressore con una sola azione od omissione commette più violazioni della medesima disposizione o di disposizioni diverse (concorso formale).

Se le violazioni riguardano un solo tributo ma rilevano più periodi d’imposta, come nel caso dell’omessa denuncia Tarsu, la sanzione base, cui applicare l’aumento del quarto, è quella prevista per la violazione più grave (ossia, 200% della tassa) aumentata dalla metà al triplo.

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Donatello Alessio
Commercialista e Revisore contabile in Lecce, CTU e Curatore Fallimentare presso il Tribunale di Lecce, Consulente e Formatore in Strategia Programmazione e Controllo.